29th April 2008

Si Riparte!

Ok, ce l’abbimo fatta. Abbiamo perso qualche centinaia di foto, qualche post, tutti i link; siamo incappati in problemi di gestione del database, un upgrade di wordpress abbastanza problematico; le cavallete….

Abbiate pazienza ci rimetteremo in sesto. la cosa che mi spiace di più è aver perso le immagini…330!

Piano piano riediteremo tutti i vecchi post e forse la cosa più piacevole sarà trovare vecchi amici e vedere cosa è successo nel frattempo, quindi non stupitevi se i vecchi post avranno qualche elemento di novità.

A presto.

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21st April 2008

Crociere con il Navigator

Un primo post dopo qualche tempo di impegni vari.

Sempre nel solco della nostra visione della nautica vi segnalo che Duckworksmagazine pubblica un bell’articolo sulle crociere in Nuova Zelanda con il Navigator, barca che come potete vedere nei post precedenti ci piace molto e che attiene ad uno modo vivere la nostra passione per il mare. Questa interpretazione può essere non da tutti condivisibile, però è uno modi di vivere il mare.

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30th March 2008

Sails Wars

Un piccolo accenno di cronaca della lunga disputa tra Alinghi e Oracle. Vale la pena di leggere le due segnalazioni che vi sottopongo anche alla luce della conferenza stampa di ieri di Alinghi. Non sono in condizioni di dare un’apporto a questo dibattito ma solo quello di trasferirvi una semplice sensazione: A luglio eravamo per lavoro a Valencia e sempre per lavoro siamo entrati in contatto con l’AC Management e vi dirò ne siamo rimasti molto colpiti, in particolare alla tendenza a monetizzare e sfruttare ogni più piccolo dettaglio dell’ Americas Cup. Che poi questa sfida sia una faccenda tra ricchi è sempre stato palese ma forse si è andati un pò oltre e le nostre simpatie andavano senz’altro agli sconfitti neo-zelandesi la cui passione e trasporto era indiscutibilmente limpida.

Milano

27-03-2008

Coppa America: un evento da salvare
di Vincenzo Onorato

…Siamo certamente in acque più che agitate ed è quindi necessario rilevare la propria posizione prima di tracciare la rotta. Tutto il problema nasce dal protocollo redatto da Alinghi per la XXXIIIma edizione presentato al termine delle regate di Valencia, nel luglio 2007. Questa affermazione sembra di una banalità esiziale ma, con il trascorrere dei mesi, mi sono sempre più convinto che sono veramente pochi, anche fra i giornalisti “specializzati”, quelli che ne hanno letto integralmente il testo. Chi lo ha fatto con un minimo di attenzione…

ILSOLE24ORE.COM > Sport ARCHIVIO
Vela nel caos: i perché del duello Alinghi-Oracle
di Luca Re

“Sail Wars” ancora in alto mare nella tempesta giudiziaria tra Alinghi e Oracle: nessun accordo tra il defender svizzero di Ernesto Bertarelli e il team americano di Larry Ellison sulle date per la prossima edizione della Coppa America. I due nemici…

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7th February 2008

Dove va la vela?

Dove va la vela? Ogni tanto è bene curiosare su cosa succede e quali sono le novità che agitano il nostro piccolo mondo.

Così, nella ricerca incontri il curioso paradosso tra l‘Hydroptere e il Wally power dove, da una parte si sono spesi svariati milioni di euro per ottenere velocità a motore consumando delle quantità di carburante senza senso e dall’altra velocità simili A VELA! senza consumare nulla se non i nervi dell’equipaggio. Mha! - Però ho approfondito l’argomento degli Hydrofoils e ho trovato questo sito ricco di contenuti, foils.org, tra i quali la segnalazione del lavoro di Gaetano Arturo Crocco fondatore dell’Istituto Italiano Aeronautico Centrale che riuscì ad ottenere velocità a motore di oltre 200 km/h nel periodo tra il 1910 e il 1921 . Nella sezione vela trovate una serie di progetti, anche attuali, che utilizzano questa tecnologia.

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21st January 2008

Nautica minore e avventure

Un post pieno di link, ma che ritengo utili. Riprendendo un tema a me caro, quello della nautica minore, cito un post del blog intheboatshed.net in cui segnala un lungo viaggio fatto con una canoa lungo il fiume Ohio, il Mississippi e il Golfo del Messico da Daniel h. Bishop. La segnalazione è stata interessante perchè mi ha dato modo di scoprire un sito in lingua inglese che ha tra i propri contenuti qualche titolo di classici marinari; bella la frase quella dell’intestazione.

“Eldritch Press Here are free, accessible books. Read them and go in peace.”

Non bisogna pensare che le grandi avventure debbano necessariamente impegnare imbarcazioni grandi.

Nella letteratura legata al mare Joshua Slocum da prova di questa affermazione con i suoi viaggi con il Libertade

Per portare un suggerimento a noi vicino vi consiglio una manifestazione che si tiene a venezia la Velalonga Raid

Lo sappiamo il mercato non apprezza (perchè non pesano in termini di fatturato) queste indicazioni ma fanno parte di una visione della nautica che speriamo possa essere più consapevole.


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18th December 2007

Sicurezza in mare

La segnalazione riguarda tre distinti documenti sul perchè avvengano gli incidenti.
Il primo è una statistica sugli affondamenti in mare.
I due successivi (Primo) (Secondo) riguardano gli incidenti aerei, dove la sicurezza viene praticata costantemente e come prima cosa da affrontare in ogni situazione.

Le conclusione sono sotto i vostri occhi suggerite anche da VelaBlog dal quale ho preso la prima segnalazione. Per le seconde devo ringraziare la lista Velista e in particolare Giulia.

Le considerazioni che posso avanzare, essendo stato vittima anch’io di un fatto spiacevole, sono che la tenuta psicologica dell’equipaggio in condizioni difficili è fondamentale e che l’errore è sempre contenuto in un angolo di distrazione o stupidità. Non consola il fatto che a tutti possa capitare il “momento del belinone”, a volte ci sono delle vite in gioco.

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Surfer and Shipwreck at Ala Moana Beach By Colleeninhawaii

 

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12th December 2007

Un sito per la nautica minore

Questa segnalazione del sito Nauticaltrek ha un duplice valore: il profumo d’avventura, quello che ci attira e che spesso ci fà dimenticare le scomodità, la fatica e in seconda battuta una rassegna organica della nautica minore divisa per lunghezza e caratteristiche.

Accanto alla presentazione dei barchini vengono suggeriti percorsi affascinanti da Le Sable d’Olonne alla Laguna Veneta. In italia, dove più che la barca ci si pone il problema dell’acquisto del posto barca, averne una carrellabile può essere una soluzione. Posso anche pensare di fare delle piccole crociere dormendo in albergo- non mi sembra spiacevole come soluzione!

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5th November 2007

Azienda con le orecchie

Qualche giorno addietro abbiamo contattato l’autore di AZIENDA CON LE ORECCHIE per aderire alla sua iniziativa. Non siamo grandi esperti del web, ma ascoltatori si e ci siamo trovati riflessi sui concetti esposti nelle sue pagine fino al punto di aderire a quest’iniziativa. Riteniamo che il mondo della nautica abbia poche orecchie e che un filo diretto con le persone aiuti a crescere.
Oggi, dopo il ponte, apprendiamo di aver avuto anche una bellissima recensione.
Grazie MAx

ps.. il giorno dopo
Dobbiamo ringraziare doppiamente max che ci ha segnalato che per poter commentare i nostri post occorreva registrarsi… ops! Non era una pratica oscurantista ma proprio non ce ne eravamo accorti!

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31st October 2007

Un salone per la nautica popolare

Questo è il titolo di un post sull’autorevolissimo blog di Mistro
Lancia la proposta, tutt’altro che peregrina di un’evento dedicato alla nautica minore e i commenti che ha suscitato fanno capire come possa esserci della sensibilità da parte degli operatori e dei frequentatori del genere.
Quante volte ci siamo lamentati della mancanza di attenzione verso questo settore!

Alleghiamo la nostra risposta alla richiesta di partecipazione alla discussione richiesta da Leo.(Nautikit)

Ho parlato con Mario e vi giro quest’ulteriore contributo alla discussione.
un saluto Andrea

Mi spiace del ritardo con cui rispondo ma, come tutti, siamo sempre molto impegnati.
Ringrazio Leo della segnalazione di questa discussione che coinvolge il nucleo pulsante del nostro lavoro e ci fà capire che ci sono persone che apprezzano il nostro impegno e la visione che abbiamo della nautica.

Detto ciò mi sento di aderire a qualsiasi iniziativa che possa offrire una visione della nautica non omologata dalle leggi del mercato attuale.
Stiamo parlando di fantascienza!

Se facciamo riferimento ai dati dl mercato questi sono sconsolanti: 83% del venduto a motore
e il mercato si stà polarizzando a questo proposito una battuta di un’amico sui maxi yacht a motore
“Questa non è più nautica … è edilizia!”

Siamo sommersi dalla pubblicità e siamo sommersi da una visione consumistica della nostra passione, ci fanno dimenticare che la nautica è cultura, vita sociale, esperienze e che queste cose si possono condividere. Sembro un vecchio trombone e probabilmente lo sono!

Il mondo della nautica minore è piccolo e schiacciato dalla “grande nautica” perchè non esprime fatturati, quindi i giochi e gli estremi del problema stanno lì.

Dagli anni ‘60, Sibma ha venduto circa 6-700 barche a vela in autocostruzione, un volume impressionante se pensate al settore, che negli anni si è assotigliato fino ad oggi in cui siamo in periodo di stasi per le barche a vela in autocostruzione, e il cantiere deve trovare altre strade perchè l’autocostruzione non offre gli stessi margini della barca finita.

Ogni inziativa deve possedere un proprio tornaconto, Sic! per poter stare in piedi. Forse, cercherei una collocazione in un’iniziativa esistente per una partenza assistita. Cercando degli accordi per spazi gratuiti. o altre cose. Mi ricordo di un’iniziativa a venezia per un raid in laguna.

Qualche speranza però c’è, basta guardare il lavoro di Paolo Bua o i classe ‘40 costruibili e costruiti in compensato marino, il successo (in francia) del cantiere latitude che propone rivisitazioni di barche classiche etc.

Tirando le somme è bene fare qualcosa e se si vuole fare qualcosa siamo pronti!

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30th August 2007

broker

Sempre la rete- date un’occhiata al sito di questo broker svedese. Djurgardsvarvet certamente ha delle imbarcazioni originali, non i soliti plasticoni che affollano i nostri porti e mi sembra di capire anche a prezzi interessanti. Non mi resta che citare il sito della classe dragoni che riporta una sezione dedicata alla compravendita e chiudo il piccolo panorama delle rivendite di barche usate. Mi rammarico che comunque in italia non ci sia una cultura nautica e che le barche in legno o comunque imbarcazioni diverse da quelle che propone la “grande distribuzione” non vengano considerate e apprezzate.

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