Questo è il titolo di un post sull’autorevolissimo blog di Mistro
Lancia la proposta, tutt’altro che peregrina di un’evento dedicato alla nautica minore e i commenti che ha suscitato fanno capire come possa esserci della sensibilità da parte degli operatori e dei frequentatori del genere.
Quante volte ci siamo lamentati della mancanza di attenzione verso questo settore!
Alleghiamo la nostra risposta alla richiesta di partecipazione alla discussione richiesta da Leo.(Nautikit)
Ho parlato con Mario e vi giro quest’ulteriore contributo alla discussione.
un saluto Andrea
Mi spiace del ritardo con cui rispondo ma, come tutti, siamo sempre molto impegnati.
Ringrazio Leo della segnalazione di questa discussione che coinvolge il nucleo pulsante del nostro lavoro e ci fà capire che ci sono persone che apprezzano il nostro impegno e la visione che abbiamo della nautica.
Detto ciò mi sento di aderire a qualsiasi iniziativa che possa offrire una visione della nautica non omologata dalle leggi del mercato attuale.
Stiamo parlando di fantascienza!
Se facciamo riferimento ai dati dl mercato questi sono sconsolanti: 83% del venduto a motore
e il mercato si stà polarizzando a questo proposito una battuta di un’amico sui maxi yacht a motore
“Questa non è più nautica … è edilizia!”
Siamo sommersi dalla pubblicità e siamo sommersi da una visione consumistica della nostra passione, ci fanno dimenticare che la nautica è cultura, vita sociale, esperienze e che queste cose si possono condividere. Sembro un vecchio trombone e probabilmente lo sono!
Il mondo della nautica minore è piccolo e schiacciato dalla “grande nautica” perchè non esprime fatturati, quindi i giochi e gli estremi del problema stanno lì.
Dagli anni ‘60, Sibma ha venduto circa 6-700 barche a vela in autocostruzione, un volume impressionante se pensate al settore, che negli anni si è assotigliato fino ad oggi in cui siamo in periodo di stasi per le barche a vela in autocostruzione, e il cantiere deve trovare altre strade perchè l’autocostruzione non offre gli stessi margini della barca finita.
Ogni inziativa deve possedere un proprio tornaconto, Sic! per poter stare in piedi. Forse, cercherei una collocazione in un’iniziativa esistente per una partenza assistita. Cercando degli accordi per spazi gratuiti. o altre cose. Mi ricordo di un’iniziativa a venezia per un raid in laguna.
Qualche speranza però c’è, basta guardare il lavoro di Paolo Bua o i classe ‘40 costruibili e costruiti in compensato marino, il successo (in francia) del cantiere latitude che propone rivisitazioni di barche classiche etc.
Tirando le somme è bene fare qualcosa e se si vuole fare qualcosa siamo pronti!